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Nata a Ponte dell’ Olio (PC) nel 1983.

Vive e lavora tra Milano e New York.

“ll mio lavoro nasce sempre da un’ emozione, da un sentimento istintivo dato dal sentire il contemporaneo in cui vivo. Non si sviluppa quindi attraverso un’ idea, non parte dalla mente, ma da attimi di presenza, consapevolezza, attenzione del mio essere viva davanti a tutto quello che mi circonda e si muove attorno, a me e dentro di me, attimo per attimo.
Così nasce il mio interesse verso una ricerca esclusivamente pittorica intorno alla figura umana. Questa non viene mai rappresentata isolata, ma sempre all’ interno di un gruppo di più figure.Grappoli di figure vivono le une sulle altre e da questo assemblaggio si sprigionano delle forze tra i corpi che si cercano, si sostengono, fluttuano nello spazio, si respingono con delicatezza o con rabbia, ma mai venendo meno al contatto umano che é sempre il filo conduttore delle forme.
Il gruppo è la forza che dà vita a queste figure che non potrebbero esistere altrimenti. Il contatto umano e il gruppo sono collegati e vivono in un rapporto diretto tra loro; il singolo si identifica solo attraverso l’esistenza collettiva, come se niente avesse piu vita senza questa. Le mie figure sembrano sempre alla ricerca di una direzione, di un uscita (in questo caso dalla tela), di una strada di salvezza, di liberazione.
Vivono invece di incastri, di forze chiuse, bloccate, di composizioni serrate e non hanno alcuno sfogo se non nel loro esistere come figurazione pittorica; fermate in un momento di movimento sullo spazio della tela.
Lo sfondo non è mai descrittivo ma sempre uno spazio irreale dai colori che aiutano a rendere il movimento dei corpi ancora più legato, appesantito, forzato come un ritmo solenne che diventa in realtà statico e silenzioso: assistiamo così ad un silenzio contemplativo, un silenzio prigioniero, alle volte accomodante e pacifico, in cui siamo cullati, altre volte freddo e inquietante.
Il fondo si contrappone alle figure per il contorno sempre netto che chiude la forma senza alcuna indecisione, come se il corpo divenisse simbolo, segno irreversibile.
La sfumatura non è mai nella linea di contorno ma si crea all’ interno dei due spazi chiusi, fondo e figura, che convivono pur non interagendo.
Il colore bianco, etereo dei corpi fa sì che queste grandi figure, nonostante ci appaiono tanto forti, hanno in realtà un esistenza fragile e sospesa.
Sempre il colore dei corpi collega questi esseri ad un mondo antico, lontanissimo, come fossero riemerse dalla classicità per volersi riappropriare di un’ armonia che risulta quasi forzata, in un epoca dove siamo contornati dal nulla, dal vuoto e dal totale appiattimento della bellezza.”

Sofia Cacciapaglia

 

MOSTRE

2014
Vincintrice concorso “ Forme d’arte per l’arte”

2014
Marilyng, Fuori Salone, Milano

2013
Banca Sistema, Milano
Au Cabaret Vert, Milano

2011
Parco dell’Arte, Idroscalo, Milano

2009
Visionnaire, Design Gallery, Milano

2008
«Tratti al femminile» , a cura di Winarts, Teatro Primo, Milano

2007
Industria, Super Studio, New York